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Bando n. 9/2012 per assegno di ricerca dal titolo: "Sviluppo predicativo e intuizionistico della teoria dei topos di Grothendieck"

Scadenza: 29 Giugno 2012

ARGOMENTI: Assegni di ricerca

VISTA la Legge 9 maggio 1989, n. 168;
VISTO il Decreto Legislativo 9 gennaio 2008, n. 17 relativo all’ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica;
VISTO l’art. 22 della Legge 30 dicembre 2010 n. 240 che prevede, nell’ambito delle disponibilità di bilancio, il conferimento di assegni per lo svolgimento di attività di ricerca;
VISTO il Decreto Ministeriale 9 marzo 2011 n. 102 che determina l'importo minimo annuo lordo percipiente degli assegni di ricerca, banditi ai sensi dell'art. 22 della legge 30 dicembre 2010, n. 240;
VISTO lo Statuto dell’Università degli Studi di Padova, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2011;
VISTO il vigente “Piano per il finanziamento della ricerca di Ateneo”;
VISTO il vigente “Regolamento per il conferimento di assegni di ricerca”;
VISTA la delibera del Consiglio di Dipartimento del 22 maggio 2012;
VISTO il bando di selezione n. 104/2011/AR che ha decretato vincitore il dott. Francesco Ciraulo;
VISTE le dimissioni dello stesso dott. Ciraulo in data 30 aprile 2012;
RITENUTO OPPORTUNO provvedere all’emanazione di un nuovo bando di selezione per l’attribuzione di n. 1 assegni per lo svolgimento di attività di ricerca;


DECRETA

Art. 1 – Oggetto

E’ indetta una selezione per il conferimento di n. 1 assegno per lo svolgimento di attività di ricerca nell’ambito del progetto di ricerca dal titolo “Sviluppo predicativo e intuizionistico della teoria dei topos di Grothendieck” - da svolgersi presso il Dipartimento di Matematica sotto la supervisione del Prof. Giovanni Sambin, in qualità di responsabile scientifico del progetto di ricerca.
L’assegno di ricerca, di durata pari a 12 mesi e di importo, lordo percipiente, di Euro 19.367,00 annui è bandito ai sensi del Titolo III (Procedure di selezione per il conferimento degli Assegni di Ricerca Junior) del vigente Regolamento per il conferimento di assegni di ricerca.

L’assegno di ricerca ha per oggetto la maturazione scientifica mediante la realizzazione di un programma di ricerca nell’Area Scientifica 01 Scienze Matematiche e Informatiche, Settore Scientifico-Disciplinare MAT/01.

Art. 2 – Requisiti di ammissione

Possono partecipare alla selezione:
- i dottori di ricerca o i dottorandi ammessi all’esame finale;
- laureati con laurea specialistica o magistrale o vecchio ordinamento in possesso di idoneo e documentato curriculum scientifico-professionale di durata complessiva almeno triennale, successiva al conseguimento della laurea, nell’area scientifica connessa all’attività di ricerca oggetto della collaborazione, con caratteristiche di impegno comparabili a quelle di un corso di dottorato.
Il titolo dovrà essere posseduto all’atto della domanda e non potranno essere trascorsi più di otto anni dalla data del suo conseguimento (nel caso il candidato partecipi con il titolo di dottore di ricerca o di specializzazione medica gli otto anni si calcolano dalla data di conseguimento del titolo di dottore/specialista).
Estensioni di questo periodo saranno possibili nei seguenti casi debitamente documentati:
- maternità/paternità (un anno per ogni figlio nato dopo il conseguimento del titolo),
- grave e prolungata malattia o servizio di leva obbligatorio, per un periodo corrispondente alla malattia o al servizio reso;
- diploma di specializzazione se l’ultimo titolo utile per l’accesso alle selezioni è il Diploma di Laurea.
L’eventuale cumulo delle estensioni non potrà in nessun caso comportare un periodo superiore agli 11 anni dopo il conseguimento del titolo richiesto per la partecipazione alla selezione.
Nel caso in cui il diploma di laurea sia stato conseguito all'estero, esso deve essere dichiarato equipollente, ai soli fini della selezione, alla laurea specialistica/magistrale da parte della Commissione giudicatrice, nominata ai sensi dell’art. 6 del vigente “Regolamento per il conferimento di assegni di ricerca”. Analogamente nel caso in cui il diploma di dottore di ricerca sia stato conseguito all'estero, esso deve avere durata almeno triennale e deve esserne dichiarata l'equipollenza ai soli fini della selezione da parte della Commissione giudicatrice.
I candidati sono ammessi al concorso con riserva. La Struttura che ha emanato il bando può disporre in qualunque momento, con decreto motivato del Direttore, l’esclusione dal concorso per difetto dei requisiti prescritti.
Allo stesso soggetto possono essere conferiti assegni ai sensi dell’art. 22 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240 per un periodo massimo di 4 anni.
I candidati, pena l’esclusione, devono trovarsi nelle condizioni di poter stipulare un contratto per assegno di ricerca di durata pari alla durata indicata nel presente bando.
Non possono essere titolari di assegno di ricerca, ai sensi dell’art. 22 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240:
- il personale di ruolo presso le Università, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e di sperimentazione, l’ENEA, l’ASI, l’Istituto Universitario Europeo, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola Superiore di studi universitari e di perfezionamento di Pisa, la Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste e le altre scuole italiane di livello post-universitario assimilabili ai corsi di dottorato di ricerca.

Art. 3 – Domanda di partecipazione

La domanda di partecipazione alla selezione, diretta al Direttore del Dipartimento di Matematica e redatta in carta semplice deve essere, a pena di esclusione, presentata o fatta pervenire a mezzo raccomandata postale con avviso di ricevimento al Dipartimento di Matematica, Via Trieste 63, 35121 PADOVA (PD) entro 28 giorni dalla data di affissione del presente bando all’Albo Ufficiale dell’Università.
Per il rispetto del termine predetto, nei casi di invio delle domande tramite raccomandata, non fa fede la data di spedizione, ma la data di ricevimento della domanda da parte della Struttura.
La domanda di partecipazione, come da facsimile disponibile nel sito http://www.unipd.it/unipdWAR/page/unipd/ricerca1/it_Book108_Page40 , deve indicare:
1) cognome e nome;
2) codice fiscale;
3) data e luogo di nascita;
4) luogo di residenza;
5) luogo di domicilio;
6) recapito telefonico, indirizzo mail;
7) cittadinanza;
8) di essere in possesso del diploma di laurea o dei titoli di studio equipollenti conseguiti all’estero (specificare la data del conseguimento dei titoli), e di idoneo e documentato curriculum scientifico-professionale, successivo al conseguimento della laurea, nel settore scientifico connesso all’attività di ricerca oggetto del presente bando e/o di essere in possesso del diploma di dottorato di ricerca (specificare la data del conseguimento del titolo);
9) di non ricoprire impieghi presso Università o altri Enti indicati nell’art.22 della Legge 240/2010;
10) di non essere parente o affine, fino al quarto grado compreso, con un Professore appartenente al Dipartimento o alla struttura sede della ricerca ovvero con il Rettore, il Direttore Generale o un componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo;
11) di trovarsi nelle condizioni di poter stipulare un contratto per assegno di ricerca per l’intera durata prevista dal presente bando.
La domanda deve essere corredata da:
1. fotocopia di un documento di identità;
2. curriculum scientifico-professionale debitamente sottoscritto in ogni sua pagina;
3. elenco, debitamente sottoscritto in ogni sua pagina, dei titoli e delle pubblicazioni presentati;
4. eventuali pubblicazioni, attestati e ogni altro titolo utile a comprovare la propria qualificazione in relazione allo svolgimento dell’attività di ricerca proposta.
Per i cittadini comunitari, i titoli accademici e i titoli professionali possono essere autocertificati. Gli altri titoli di cui si chiede la valutazione, comprese le pubblicazioni, possono essere presentati in originale o prodotti in copia con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000,n.445 http://www.unipd.it/unipdWAR/page/unipd/ricerca1/it_Book108_Page41
I cittadini non comunitari dovranno allegare copia autenticata dei titoli accademici.

Art. 4 – Procedura di selezione

La selezione si attua mediante la valutazione comparativa dei titoli, del curriculum scientifico–professionale e della produttività scientifica e da un colloquio.
Le domande dei candidati verranno esaminate da una Commissione Giudicatrice nominata dal Direttore della struttura e composta da tre membri esperti del settore in cui sarà svolta l’attività di collaborazione, uno dei quali è il Responsabile del Progetto di Ricerca.
Per la valutazione comparativa dei candidati, la commissione dispone di cento punti, di cui:
- per i titoli – laurea, dottorato di ricerca, diploma di specializzazione, attestati di frequenza di corsi di perfezionamento post-laurea (conseguiti in Italia o all’estero): fino a 30 punti (di cui 20 punti se in possesso di titolo di dottore di ricerca) ;
- per curriculum scientifico pertinente: svolgimento di una documentata attività di ricerca presso soggetti pubblici e privati con contratti, borse di studio o incarichi (sia in Italia che all’estero): fino a 30 punti;
- per pubblicazioni scientifiche: fino a 20 punti;
- per il colloquio: fino a 20 punti
La data del colloquio verrà comunicata ai candidati, a cura del Direttore della Struttura sede della ricerca, con congruo anticipo.
Per sostenere il colloquio i candidati dovranno esibire un valido documento di identità. I candidati che non si presenteranno al colloquio nella data e ora stabilite saranno automaticamente esclusi.
Al termine dei lavori la Commissione compila una graduatoria provvisoria generale di merito sulla base della somma dei punteggi ottenuti dai candidati nelle singole prove.
Gli atti della selezione e la relativa graduatoria generale di merito sono approvati con Decreto del Direttore della Struttura che verrà pubblicato all’Albo Ufficiale di Ateneo.
Per l’inserimento nella graduatoria, i candidati devono conseguire un punteggio complessivo non inferiore a 60. In caso di pari merito la preferenza è determinata dalla minore età del candidato.
Al vincitore della selezione la Struttura comunicherà la data entro la quale, pena la decadenza, dovrà stipularsi il relativo contratto.
La mancata stipula del contratto nel termine sopraindicato, determina la decadenza del diritto all’assegno. In tal caso subentra il candidato immediatamente successivo nella graduatoria generale di merito.
L’attività di ricerca non può essere iniziata prima della stipula del relativo contratto, che ha decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla stipula stessa.
I titolari in servizio presso Amministrazioni pubbliche devono essere collocati in aspettativa senza assegni per tutta la durata dell’assegno.

Art. 5 – Stipula del contratto

Gli assegni di ricerca sono conferiti mediante appositi contratti per lo svolgimento di attività di ricerca stipulati con la Struttura che ha bandito l’assegno.
Il conferimento dell’assegno non costituisce rapporto di lavoro subordinato e non da luogo a diritti in ordine all’accesso ai ruoli delle Università.
Il pagamento dell’assegno è effettuato in rate mensili posticipate.

Art. 6 – Incompatibilità

Gli assegni, di cui al presente bando, non possono essere cumulati con altri assegni e con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, tranne quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all’estero, l’attività di ricerca dei titolari di assegni.
Non è ammessa la partecipazione a corsi di laurea, laurea specialistica o magistrale, dottorato di ricerca con borsa o specializzazione medica in Italia o all’estero, l’iscrizione alle scuole di specializzazione; a coloro che risultassero già iscritti a Scuole di specializzazione si applica la sospensione del corso degli studi fino al termine dell’assegno.
Sono incompatibili con l'assegno di ricerca le seguenti attività:
a) rapporti di lavoro dipendente, anche a tempo determinato;
b) l’esercizio professionale di lavoro autonomo;
c) contratti stipulati con l’Università di Padova ad esclusione di eventuali collaborazioni occasionali per attività di supporto alla ricerca, autorizzate dal responsabile della ricerca, o dei contratti previsti al successivo articolo 7.

Art. 7 - Attività dell’assegnista
I compiti dei titolari degli assegni, determinati dal contratto individuale, sono svolti sotto la direzione del Responsabile della ricerca, il quale verificherà l’attività svolta. I compiti assegnati devono prevedere una specifica attività di ricerca e non devono essere di mero supporto tecnico.
I soggetti titolari di assegno sono tenuti a svolgere integralmente l'attività di ricerca oggetto del presente bando, tale attività deve essere pertanto a carattere continuativo e non meramente occasionale.
Il titolare di assegno può svolgere attività didattica fino a un massimo complessivo di 50 ore annuali anche retribuite purché tali attività non interferiscano con il proficuo svolgimento delle attività di ricerca. Tale attività si può configurare secondo le seguenti tipologie:
• integrativa e di supporto(esercitazioni, seminari, assistenza in laboratori); l'attività va documentata redigendo, in un apposito registro, un diario sintetico sottoscritto dall'assegnista e dal responsabile ufficiale del corso, disponibile al link www.unipd.it/unipdWAR/page/unipd/ricerca1/P16400131941300104051018;
• partecipazione a commissioni d’esame di profitto in qualità di cultore della materia: tale attività non potrà essere retribuita;
• attività di tutorato ai sensi del vigente “Regolamento di Ateneo per attività di tutorato”.
Le suindicate attività, previo consenso del titolare di assegno e previa autorizzazione del responsabile della ricerca, dovranno essere preventivamente deliberate.
Il titolare di assegno può svolgere attività a favore di spin off ai sensi dell'art. 2 del Decreto Legislativo 27 luglio 1999, n. 297 previa autorizzazione del responsabile della ricerca.
Previa autorizzazione del Responsabile della ricerca e del Direttore della struttura ove il progetto si svolge, il titolare di assegno di ricerca può svolgere collaborazioni occasionali o continuative con enti o aziende esterne all’Ateneo, purché l’ulteriore attività svolta:
• sia compatibile con lo svolgimento dell’attività di ricerca per la quale l’assegnista è stato reclutato;
• non comporti conflitto di interessi con la specifica attività di ricerca svolta dal titolare dell’assegno e con le altre attività di ricerca del Dipartimento;
• non rechi, in relazione alle attività svolte, pregiudizio all’Ateneo.


Art. 8 - Segretezza e proprietà intellettuale

Tutti i dati e le informazioni di cui l’assegnista entrerà in possesso nello svolgimento dell’incarico, che sono soggetti ad accordi di segretezza sottoscritti dalla struttura nella quale egli opera, dovranno essere considerati riservati e l’assegnista si impegna a mantenere la segretezza su quanto sia venuto a conoscenza.
L’attribuzione del diritto di conseguire il brevetto per le invenzioni realizzate a seguito di attività di ricerca scientifica, svolta utilizzando comunque strutture e mezzi finanziari forniti dall’Università degli studi di Padova, è regolata in via generale dal Regolamento brevetti dell’Università.

Art. 9 - Trattamento fiscale, previdenziale e assicurativo

Agli assegni, di cui al presente bando, si applicano in materia fiscale le disposizioni di cui all’art. 4 della Legge 13 agosto 1984, n. 476 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché, in materia previdenziale, quelle di cui all’art. 2, commi 26 e seguenti, della Legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive modificazioni e integrazioni.
L’Università provvede alla copertura assicurativa per quanto riguarda i rischi da infortuni e responsabilità civili alle condizioni previste dalle relative polizze stipulate dall’Ateneo.
Il trattamento di missione del titolare di assegno ricade sui fondi del Responsabile della ricerca o sui fondi di ricerca attribuiti all'assegnista o su fondi della Struttura ospitante secondo le modalità previste dal vigente Regolamento di Ateneo per le Missioni.

Art. 10 - Verifica dell'attività dell'assegnista

Per gli assegni di durata superiore a 12 mesi, alla conclusione del primo anno di attività, il titolare dell’assegno deve presentare una relazione al Direttore della struttura di afferenza, nella quale sono illustrati l’attività svolta nell’ambito del progetto e i risultati raggiunti. Tale relazione, accompagnata dal parere del Responsabile della ricerca verrà valutata dal Consiglio della Struttura sede della ricerca.
La valutazione negativa dell’attività svolta dell’assegnista, sarà causa di risoluzione del contratto, senza obbligo di preavviso da parte dell’Università.
Alla conclusione dell’assegno il titolare dello stesso deve presentare al Direttore della struttura di afferenza una relazione finale sull’attività svolta nell’ambito del progetto e sui risultati raggiunti. La relazione finale, accompagnata dai pareri del Responsabile della ricerca e del Direttore della struttura, verrà trasmessa al Servizio Ricerca dell’Amministrazione centrale e valutata dalla competente Commissione Scientifica di Area.

Art. 11 – Norme di salvaguardia
Per quanto non specificato nel presente bando si fa riferimento alle norme contenute nella Legge n. 240/2010, nel D.M. 11 febbraio 1998, nel vigente Regolamento per il conferimento di assegni di ricerca dell'Università degli Studi di Padova e comunque alla normativa vigente.

In applicazione del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 si informa che i dati forniti saranno trattati solo per le finalità connesse e strumentali al concorso ed alla eventuale stipula e gestione del rapporto con l’Università.


Padova, 28 maggio 2012


Il Direttore del Dipartimento
Prof. Bruno Viscolani

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